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il portale delle notizie sull'olio extravergine di oliva

varieta olio di olivaL’olio extravergine è il migliore degli oli ottenuti dalla lavorazione delle olive. Oltre a essere una verità incontestabile a tavola, ciò viene confermato dalle normative europee che regolano il settore. Gli altri oli di oliva disponibili sul mercato, infatti, richiedono procedure d’estrazione quasi sempre diverse dalla consueta frangitura meccanica.


A regolare questo settore c’è il regolamento CE 1989/03, che classifica appunto le diverse categorie di oli prodotti. Al primo posto figura l’olio extravergine di oliva, ottenuto tramite l’estrazione con metodi meccanici e a temperature non elevate. In altre parole, è la classica spremitura preceduta dalla frangitura a pietra o con sistemi automatici.


Appartiene a questa categoria anche l’olio di oliva vergine, che si differenzia dall’extravergine per alcuni parametri fisico-chimici tra cui il maggior tasso di acidità. Il re degli oli di oliva, l’extravergine appunto, può avere un tasso di acidità massimo dello 0,8%.
Il regolamento CE 1989/03 prosegue con la descrizione degli oli di oliva passando in rassegna l’olio di oliva lampante. Anche in questo caso abbiamo un tipo di estrazione meccanica, ma l’olio ottenuto non è adatto al consumo alimentare. Come suggerisce la parola, questo tipo di olio un tempo veniva bruciato nelle lampade. Oggi, a causa dell’elevata acidità e di alcune caratteristiche organolettiche, non può essere direttamente consumato. Per diventare alimentare, infatti, deve essere ulteriormente sottoposto ad altri passaggi chimici e meccanici. Avremo, così, l’olio di oliva raffinato che finalmente può essere usato nell’industria alimentare.


Man mano che si scorre la tabella degli oli di oliva, ci si allontana dal modello “perfetto” dell’olio extravergine, e ovviamente cala anche il costo nei supermercati. A buon prezzo, quindi, è disponibile l’olio di oliva composto, nato dall’unione dell’olio di oliva vergine e di quello raffinato.
Decisamente lontano dalle qualità eccelse dell’olio extravergine di oliva è quello di sansa. Il regolamento europeo ne individua tre tipi. Il primo è appunto l’olio di sansa di oliva, seguito da altri due ottenuti con processi estrattivi diversi: l’olio di sansa di oliva greggio e l’olio di sansa di oliva raffinato. La differenza è che il primo si ottiene tramite estrazione con solventi ad hoc. Il secondo, invece, è sottoposto a un successivo processo di raffinazione.
Ci sono altri parametri per classificare l’olio di oliva. Uno, ad esempio, prende come riferimento il concetto di “biologico”, caro ai salutisti e a coloro che credono in un’agricoltura non chimica. Poi ci sono i marchi di qualità che legano l’olio extravergine di oliva alla zona di produzione. In Italia sono decine gli oli extravergini di oliva insigniti dei marchi IGP e DOP, sinonimi indiscussi di qualità.