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A una parte dell’olio extravergine di oliva prodotto in Italia vengono attribuiti i marchi DOP e IGP. Questi marchi di tutela e origine attestano il legame indissolubile tra l’olio e il suo luogo di produzione. La produzione italiana di olio extravergine di oliva DOP e IGP è cospicua. Entrambi gli acronimi sono sinonimi di qualità assoluta, ma differiscono tra loro per alcuni aspetti. Il principale riguarda le fasi di produzione e trasformazione, che la legislazione europea regola in maniera differente. La “cultura” dei marchi DOP e IGP fu introdotta per la prima volta in Europa nei primi anni ’90, per soddisfare la crescente richiesta di alimenti sani e prodotti in particolari aree geografiche

Marchio DOP

La denominazione d’origine protetta di un olio extravergine di oliva segue il regolamento comunitario n. 510/2006. Tale atto giuridico sostituisce il precedente regolamento (CEE) n. 2081/92, al quale va dato il merito di aver introdotto una nuova “cultura” nelle produzioni olearie italiane.
Il marchio DOP è anche quello più scrupoloso, in quanto le fasi di produzione e quelle di trasformazione devono avvenire nella zona geografica di riferimento. Un olio extravergine di oliva DOP, in pratica, deve essere estratto in un frantoio locale e da olive coltivate nella medesima zona.
Nonostante il continuo aggiornamento delle zone italiane a denominazione d’origine protetta, l’olio extravergine di oliva DOP rappresenta ancora una minima parte dell’intera produzione nazionale. Tra le aree più celebri spiccano quelle delle regioni che producono più olio in assoluto: Sicilia, Puglia, Calabria, Toscana e Umbria. Alcune “eccellenze” si trovano anche in Abruzzo, Campania, Lazio e nelle più settentrionali Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

Marchio IGP

Tra i due, il marchio IGP è quello meno restrittivo. Il regolamento n. 510/2006 dell’Unione europea, infatti, impone il legame con la zona di riferimento soltanto per una delle fasi che portano alla produzione di olio extravergine di oliva. La minore rigidità della legislazione europea, tuttavia, non va a discapito della qualità di questi prodotti. Gli oli che appartengono a questo marchio, infatti, sono sottoposti a rigorosi controlli da parte delle autorità competenti.
In Italia le zone IGP legate all’olio extravergine di oliva si trovano in Toscana e in Lazio. Regioni da sempre legate alla coltivazione dell’olivo e alla tradizione olearia.
Anche nel resto dell’Unione europea ci sono zone DOP e IGP. È il caso, ad esempio, della Spagna, primo produttore al mondo di olio extravergine di oliva. Ma non mancano indicazioni geografiche e denominazioni d’origine protette anche in altri Paesi europei tra cui la Grecia.